Epitrocleite in sintesi

L’epitrocleite, conosciuta anche come gomito del golfista, è una tendinopatia che interessa la parte interna del gomito, dove si inseriscono i tendini dei muscoli flessori e pronatori dell’avambraccio.

  • Sintomi: dolore interno al gomito durante la presa, il sollevamento di oggetti o alcuni movimenti del polso.
  • Cause: sollecitazioni ripetute o carichi superiori alla capacità di adattamento dei tessuti.
  • Trattamento: gestione dei carichi, esercizio terapeutico progressivo ed eventuali trattamenti complementari.
  • Recupero: variabile da alcune settimane a diversi mesi, in relazione alle caratteristiche individuali.

L’epitrocleite può rendere dolorosi gesti quotidiani apparentemente semplici: trasportare la spesa, stringere un oggetto, utilizzare utensili o allenarsi in palestra.

Non riguarda soltanto chi pratica golf. Può interessare lavoratori manuali, sportivi e persone che sottopongono frequentemente i muscoli dell’avambraccio a sollecitazioni intense o ripetute.

Comprendere l’origine del dolore è fondamentale per affrontarlo correttamente, senza ricorrere necessariamente al riposo assoluto o a trattamenti esclusivamente passivi.

Che cos’è l’epitrocleite e perché compare?

L’epitrocleite interessa prevalentemente il tendine comune dei muscoli flessori del polso e pronatori dell’avambraccio, nella zona in cui si inserisce sull’epitroclea, una prominenza ossea situata nella parte interna del gomito.

Questi muscoli partecipano a numerose attività quotidiane, come afferrare oggetti, flettere il polso e ruotare l’avambraccio.

Quando le sollecitazioni superano la capacità dei tessuti di tollerarle e recuperare, possono comparire dolore e alterazioni tendinee.

L’epitrocleite è davvero un’infiammazione?

Non necessariamente.

Sebbene il termine epitrocleite richiami un processo infiammatorio, nelle forme persistenti si osservano frequentemente modificazioni della struttura tendinea, caratteristiche delle tendinopatie.

Questo non significa che i processi infiammatori siano sempre assenti, ma che il problema non può essere interpretato esclusivamente come un’infiammazione.

Per questo motivo, ridurre il dolore rappresenta soltanto una parte del trattamento: è altrettanto importante recuperare progressivamente la capacità del tendine di sostenere i carichi. [1,2]

Quali sono i sintomi dell’epitrocleite?

Il sintomo principale è il dolore localizzato nella parte interna del gomito, che può estendersi lungo l’avambraccio.

Generalmente aumenta durante attività che richiedono una presa energica o movimenti del polso contro resistenza.

I sintomi più frequenti comprendono:

  • Dolore nella regione interna del gomito.
  • Fastidio quando si stringono o sollevano oggetti.
  • Dolore durante la flessione del polso o la pronazione contro resistenza.
  • Riduzione della forza di presa, spesso associata al dolore.
  • Sensibilità alla pressione nella zona dell’epitroclea.

Epitrocleite o epicondilite: come riconoscere la differenza?

Non tutti i dolori del gomito hanno la stessa origine.

Condizione Caratteristiche principali
Epitrocleite Dolore interno al gomito durante presa e flessione del polso
Epicondilite Dolore prevalentemente esterno al gomito durante presa ed estensione del polso
Sindrome del tunnel cubitale Formicolio o alterazioni della sensibilità a mignolo e anulare
Lesione del legamento collaterale ulnare Dolore interno, soprattutto durante gesti di lancio o dopo un trauma

Queste caratteristiche aiutano a orientare il ragionamento clinico, ma non sono sufficienti per formulare autonomamente una diagnosi. [1,2]

Quali sono le cause dell’epitrocleite?

L’epitrocleite viene frequentemente associata al golf, ma può comparire anche durante altre attività.

Tra i possibili fattori contribuenti troviamo:

  • Lavori manuali che richiedono prese ripetute o intense.
  • Allenamenti con pesi, soprattutto quando il carico aumenta rapidamente.
  • Sport con racchetta o gesti di lancio.
  • Attività che richiedono movimenti ripetuti del polso e dell’avambraccio.

Un elemento particolarmente importante è la variazione del carico.

Per esempio, una persona che riprende ad allenarsi dopo un periodo di inattività e aumenta rapidamente l’intensità degli esercizi può sottoporre i tendini a richieste superiori alla loro capacità attuale.

Non è quindi soltanto la ripetizione del movimento a rappresentare un problema, ma il rapporto tra intensità, frequenza, recupero e capacità individuale.

Come si diagnostica l’epitrocleite?

La valutazione inizia dall’analisi dei sintomi e delle attività che provocano dolore.

L’esame clinico può comprendere:

  • Localizzazione e caratteristiche del dolore.
  • Mobilità del gomito, del polso e dell’avambraccio.
  • Forza di presa e risposta ai movimenti contro resistenza.
  • Eventuale presenza di sintomi neurologici.
  • Analisi delle richieste funzionali lavorative e sportive.

Servono ecografia o risonanza magnetica?

Non sempre.

Nelle presentazioni tipiche, la diagnosi è prevalentemente clinica.

Ecografia e risonanza magnetica possono essere utili quando il quadro è incerto, si sospettano lesioni associate oppure i sintomi persistono nonostante un percorso conservativo adeguato.

L’indicazione a eseguire un esame strumentale dovrebbe quindi derivare da una precisa domanda clinica. [1,2]

Come curare l’epitrocleite con la fisioterapia?

Il trattamento conservativo rappresenta generalmente il primo approccio.

L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma recuperare la capacità del braccio di sostenere le attività quotidiane, lavorative e sportive.

1. Gestione del dolore e dei carichi

Nelle fasi più dolorose può essere utile modificare temporaneamente le attività irritanti.

Questo può significare ridurre il peso degli oggetti sollevati, limitare alcuni movimenti ripetitivi o adattare l’allenamento.

Il riposo assoluto prolungato, in assenza di specifiche indicazioni, non rappresenta generalmente la strategia migliore.

2. Esercizio terapeutico progressivo

L’esercizio costituisce una componente centrale del percorso riabilitativo.

Il programma può comprendere:

  • Esercizi isometrici: contrazioni muscolari senza movimento articolare, utilizzabili in base alla tolleranza individuale.
  • Rinforzo progressivo: esercizi con resistenze crescenti per migliorare forza e capacità di carico.
  • Esercizi funzionali: movimenti che riproducono gradualmente le attività lavorative o sportive da recuperare.

Negli sportivi può essere opportuno valutare anche forza e controllo dell’intero arto superiore, in relazione alle richieste del gesto atletico.

Non esiste un unico protocollo valido per tutti: intensità e progressione devono essere adattate alla risposta individuale.

3. Terapia manuale

La terapia manuale può essere integrata nel trattamento per contribuire alla gestione del dolore e facilitare il movimento.

Non sostituisce però il recupero attivo della forza e della funzionalità.

4. Onde d’urto e altre terapie strumentali

Le onde d’urto e altre terapie fisiche vengono talvolta utilizzate nel trattamento delle tendinopatie.

Tuttavia, le evidenze specifiche sull’epitrocleite sono ancora limitate e non permettono di considerare una singola tecnologia universalmente superiore.

L’eventuale utilizzo deve quindi essere valutato individualmente, come possibile complemento e non come sostituto dell’esercizio terapeutico. [1,2]

Cosa dice la ricerca?

Le revisioni cliniche disponibili indicano il trattamento conservativo come approccio iniziale generalmente appropriato.

La gestione dei carichi e il recupero progressivo della funzione rappresentano componenti rilevanti della riabilitazione.

Occorre però sottolineare che gli studi specifici sull’epitrocleite sono meno numerosi rispetto a quelli sull’epicondilite laterale. Non è quindi possibile identificare con certezza un singolo trattamento superiore a tutti gli altri. [1,2]

Epitrocleite: quali esercizi possono aiutare?

Gli esercizi devono essere scelti in relazione alla fase del problema, alla forza disponibile e alla tolleranza individuale.

Di seguito alcuni esempi frequentemente utilizzati nella riabilitazione.

Esercizio isometrico dei flessori del polso

Appoggia l’avambraccio su un tavolo, mantenendo il palmo rivolto verso l’alto.

Prova a flettere il polso opponendo una resistenza con l’altra mano, senza produrre movimento.

Mantieni una contrazione moderata per alcuni secondi, evitando di provocare un aumento marcato del dolore.

Rinforzo progressivo del polso

Con l’avambraccio sostenuto e un piccolo peso nella mano, esegui lentamente movimenti di flessione ed estensione del polso.

La resistenza può essere aumentata gradualmente quando l’esercizio risulta ben tollerato.

Recupero della forza di presa

Stringere una pallina morbida o un asciugamano arrotolato può aiutare a recuperare progressivamente la capacità di esercitare forza.

L’obiettivo non è raggiungere immediatamente la massima intensità, ma migliorare gradualmente la tolleranza allo sforzo.

Consigli pratici

Durante gli esercizi osserva non soltanto il dolore presente durante l’esecuzione, ma anche come reagisce il gomito nelle ore successive.

Un fastidio lieve e transitorio può essere compatibile con il recupero; un peggioramento marcato o persistente suggerisce invece la necessità di modificare il carico.

Gli esercizi descritti hanno finalità informative e non costituiscono una prescrizione personalizzata.

Quanto tempo serve per guarire dall’epitrocleite?

I tempi di recupero sono variabili.

Alcune persone migliorano nell’arco di settimane, mentre le forme più persistenti possono richiedere diversi mesi.

La durata dipende da molteplici fattori, tra cui la storia dei sintomi, le richieste lavorative e sportive e la presenza di eventuali condizioni associate.

È importante distinguere la riduzione del dolore dal completo recupero funzionale.

Una persona può avvertire meno dolore nelle attività quotidiane, ma non essere ancora pronta a sostenere uno sforzo intenso o ripetuto.

Per questo motivo, il ritorno alle attività dovrebbe basarsi anche sulla forza, sulla tolleranza ai carichi e sulla capacità di eseguire i movimenti richiesti. [3]

Epitrocleite: quali errori evitare?

Errori da evitare

  • Continuare ad allenarsi con carichi elevati ignorando un peggioramento progressivo.
  • Interrompere qualsiasi movimento per periodi prolungati senza una reale indicazione.
  • Riprendere immediatamente tutte le attività non appena il dolore diminuisce.
  • Affidarsi esclusivamente a trattamenti passivi senza recuperare forza e funzione.
  • Eseguire esercizi standardizzati senza considerare la propria risposta.

I falsi miti sull’epitrocleite

“Se ho dolore devo tenere il braccio completamente fermo.”

Non necessariamente. Ridurre temporaneamente i carichi irritanti è diverso dall’immobilizzare completamente il braccio.

“Le onde d’urto risolvono sempre l’epitrocleite.”

Non esistono evidenze sufficienti per garantire l’efficacia di questo trattamento in ogni paziente.

“Quando non sento più dolore, il tendine è completamente guarito.”

La scomparsa del dolore non coincide necessariamente con il pieno recupero della capacità di sostenere carichi elevati.

Quando rivolgersi al fisioterapista?

Una valutazione fisioterapica può essere utile quando il dolore persiste, ritorna frequentemente oppure limita attività quotidiane, lavorative o sportive.

Permette di analizzare i movimenti maggiormente irritanti, valutare la forza e individuare un percorso di recupero progressivo.

Quando è importante approfondire?

In presenza di formicolio persistente alle dita, perdita di forza progressiva o sintomi atipici è opportuno considerare anche un possibile coinvolgimento neurologico.

Dopo un trauma importante, soprattutto in presenza di deformità o marcata limitazione funzionale, è indicata una valutazione medica tempestiva.

Domande frequenti sull’epitrocleite

Come capire se ho l’epitrocleite?

Il dolore nella parte interna del gomito, soprattutto durante la presa e la flessione del polso contro resistenza, può suggerire un’epitrocleite. La valutazione clinica permette di distinguerla da altre condizioni.

L’epitrocleite può guarire da sola?

In alcuni casi i sintomi migliorano spontaneamente, soprattutto riducendo temporaneamente le attività irritanti. Se il dolore persiste, un percorso strutturato può favorire il recupero funzionale.

Quanto dura l’epitrocleite?

Il miglioramento può richiedere settimane o mesi. La durata dipende dalla storia dei sintomi, dalle richieste funzionali e dalla risposta individuale al trattamento.

Quali esercizi fare per l’epitrocleite?

Generalmente si utilizzano esercizi progressivi per i muscoli flessori del polso, la forza di presa e la funzionalità dell’arto superiore. Il programma deve essere personalizzato.

Le onde d’urto sono efficaci per l’epitrocleite?

Possono essere considerate in situazioni selezionate, ma le evidenze specifiche sono limitate. Non rappresentano un trattamento indispensabile né sostituiscono la riabilitazione attiva.

Qual è la differenza tra epitrocleite ed epicondilite?

L’epitrocleite interessa prevalentemente la parte interna del gomito e i tendini flessori-pronatori. L’epicondilite laterale coinvolge invece la parte esterna e i tendini estensori.

Posso continuare ad allenarmi con l’epitrocleite?

Spesso sì, modificando temporaneamente esercizi, carichi e frequenza. È importante evitare attività che provochino un peggioramento significativo e persistente dei sintomi.

Il tutore per epitrocleite è utile?

Un tutore può offrire sollievo temporaneo ad alcune persone durante attività specifiche, ma non è indispensabile in tutti i casi e non sostituisce il recupero della forza.

Epitrocleite: recuperare il movimento con un percorso personalizzato

L’epitrocleite può rendere difficili gesti quotidiani che normalmente compiamo senza pensarci, ma nella maggior parte dei casi può essere affrontata attraverso un percorso conservativo.

I punti fondamentali sono riconoscere correttamente l’origine del dolore, gestire le attività irritanti, recuperare progressivamente la forza e tornare alle proprie attività con carichi adeguati.

Presso Physioplace, a Busto Arsizio, la valutazione fisioterapica permette di analizzare il problema nel contesto delle esigenze e delle attività della persona, individuando gli obiettivi di recupero più appropriati.

Se il dolore nella parte interna del gomito limita le tue attività, puoi richiedere una valutazione per comprenderne le possibili cause e definire un percorso riabilitativo personalizzato.

Bibliografia

  1. Konarski W, Poboży T, Poboży K, Domańska J, Konarska K. Current concepts of natural course and in management of medial epicondylitis: a clinical overview. Orthop Rev (Pavia). 2023;15:84275. doi: 10.52965/001c.84275.
  2. DeLuca MK, Cage E, Stokey PJ, Ebraheim NA. Medial epicondylitis: current diagnosis and treatment options. J Orthop Rep. 2023;2(3):100172. doi: 10.1016/j.jorep.2023.100172.
  3. Lin KM, Ellenbecker TS, Safran MR. Rehabilitation and return to sport following elbow injuries. Arthrosc Sports Med Rehabil. 2022;4(3). doi: 10.1016/j.asmr.2022.01.012.